La Automobili Turismo e Sport è stato un costruttore automobilistico di Formula 1 con sede a Bologna. Fondata da Carlo Chiti con Romolo Tavoni e Giotto Bizzarrini, costituì un tentativo di opporre una concorrente italiana alla Ferrari, tanto che la vettura (denominata Tipo 100) disponeva di un motore proprio. La A-T-S trovò il sostegno finanziario del Conte Giovanni Volpi, ricco imprenditore veneziano proprietario della Scuderia Serenissima.
Esordì nel 1963 al Gran Premio del Belgio con Phil Hill e Giancarlo Baghetti: entrambi si ritirarono per problemi alla trasmissione dopo essere partiti dal fondo dello schieramento. Negli altri GP le A-T-S non ottenennero risultati significativi. Addirittura nel Gran Premio d’Italia Hill terminò undicesimo a 7 giri dal vincitore Jim Clark; Baghetti finì 15° (e ultimo) a 23 giri. Al termine della stagione il sogno di un’altra scuderia italiana competitiva svanì.
Nel 1964 Vic Derrington e Alf Francis iscrissero una vettura A-T-S al gran premio d’Italia con il pilota portoghese Mario Araujo de Cabral, che però non concluse la gara.
Il marchio A-T-S è stato impiegato anche per una coupé stradale, la 2500 GT, progettata da Chiti e Bizzarrini e disegnata da Giovanni Michelotti: il motore era un V8 di 2,5 litri. La “GT”, prodotta come la “Tipo 100″ per contrastare la Ferrari, non ebbe successo: nonostante le sue qualità, fu costruita in appena 12 esemplari.
La Automobili Turismo e Sport è stato un costruttore automobilistico di Formula 1 con sede a Bologna. Fondata da Carlo Chiti con Romolo Tavoni e Giotto Bizzarrini, costituì un tentativo di opporre una concorrente italiana alla Ferrari, tanto che la vettura (denominata Tipo 100) disponeva di un motore proprio. La A-T-S trovò il sostegno finanziario del Conte Giovanni Volpi, ricco imprenditore veneziano proprietario della Scuderia Serenissima.
Esordì nel 1963 al Gran Premio del Belgio con Phil Hill e Giancarlo Baghetti: entrambi si ritirarono per problemi alla trasmissione dopo essere partiti dal fondo dello schieramento. Negli altri GP le A-T-S non ottenennero risultati significativi. Addirittura nel Gran Premio d’Italia Hill terminò undicesimo a 7 giri dal vincitore Jim Clark; Baghetti finì 15° (e ultimo) a 23 giri. Al termine della stagione il sogno di un’altra scuderia italiana competitiva svanì.
Nel 1964 Vic Derrington e Alf Francis iscrissero una vettura A-T-S al gran premio d’Italia con il pilota portoghese Mario Araujo de Cabral, che però non concluse la gara.
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Nel 1964 Vic Derrington e Alf Francis iscrissero una vettura A-T-S al gran premio d’Italia con il pilota portoghese Mario Araujo de Cabral, che però non concluse la gara.
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Esordì nel 1963 al Gran Premio del Belgio con Phil Hill e Giancarlo Baghetti: entrambi si ritirarono per problemi alla trasmissione dopo essere partiti dal fondo dello schieramento. Negli altri GP le A-T-S non ottenennero risultati significativi. Addirittura nel Gran Premio d’Italia Hill terminò undicesimo a 7 giri dal vincitore Jim Clark; Baghetti finì 15° (e ultimo) a 23 giri. Al termine della stagione il sogno di un’altra scuderia italiana competitiva svanì.
Nel 1964 Vic Derrington e Alf Francis iscrissero una vettura A-T-S al gran premio d’Italia con il pilota portoghese Mario Araujo de Cabral, che però non concluse la gara.
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Esordì nel 1963 al Gran Premio del Belgio con Phil Hill e Giancarlo Baghetti: entrambi si ritirarono per problemi alla trasmissione dopo essere partiti dal fondo dello schieramento. Negli altri GP le A-T-S non ottenennero risultati significativi. Addirittura nel Gran Premio d’Italia Hill terminò undicesimo a 7 giri dal vincitore Jim Clark; Baghetti finì 15° (e ultimo) a 23 giri. Al termine della stagione il sogno di un’altra scuderia italiana competitiva svanì.
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Il marchio A-T-S è stato impiegato anche per una coupé stradale, la 2500 GT, progettata da Chiti e Bizzarrini e disegnata da Giovanni Michelotti: il motore era un V8 di 2,5 litri. La “GT”, prodotta come la “Tipo 100″ per contrastare la Ferrari, non ebbe successo: nonostante le sue qualità, fu costruita in appena 12 esemplari.
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