Automobili articles

June 30, 2007

Simca Comète automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 4:57 am

  1. REDIRECT=Ford Comète

C

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June 28, 2007

The Lord Chamberlain’s Men una compagnia britannica

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The Lord Chamberlain’s Men (I servi del Lord Ciambellano), conosciuta anche con il solo nome di “Chamberlain’s men” fu una celebre compagnia teatrale inglese che fu in auge dalla fine del XVI secolo fino alla metà di quello successivo.

La compagnia è famosa anche per essere stata il luogo ove William Shakespeare recitò e scrisse per la maggior parte della sua carriera. Formatasi in un periodo assai fertile per il mondo teatrale londinese, la compagnia divenne in seguito una delle principali della città, e fu sostenuta dal re Giacomo I sotto il cui regno cambiò nome in “The King’s Men”.

Primo attore della compagnia fu Richard Burbage, figlio dell’impresario teatrale James: tra gli altri attori figurava anche Shakespeare, che tuttavia divenne scrittore a tempo pieno solo sotto il regno giacomino.

June 27, 2007

I guappi non si toccano e motocicli Bianchi

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 9:20 pm

I guappi non si toccano è un film del 1979 diretto da Mario Bianchi.

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Episodi di NCIS (seconda stagione) febbraio 2005

Filed under: Uncategorized — admin @ 8:23 am

Titolo italiano Titolo originale Prima TV USA Prima TV Italia #
1 See No Evil Non vedere il male 28 settembre 2004 16 luglio 2006 24
2 The Good Wives Club La moglie perfetta 5 ottobre 2004 16 luglio 2006 25
3 Vanished Svanito 12 ottobre 2004 16 luglio 2006 26
4 Lt. Jane Doe Il passato ritorna 19 ottobre 2004 27 luglio 2006 27
5 The Boneyard Il cimitero 26 ottobre 2004 27 luglio 2006 28
6 Terminal Leave Congedo definitivo 16 novembre 2004 27 luglio 2006 29
7 Call of Silence Autoaccusa 23 novembre 2004 30 luglio 2006 30
8 Heart Break Cuori spezzati 30 novembre 2004 30 luglio 2006 31
9 Forced Entry Intrusione 7 dicembre 2004 30 luglio 2005 32
10 Chained I fuggitivi 14 dicembre 2004 6 agosto 2006 33
11 Black Water La pecora nera 11 gennaio 2005 6 agosto 2006 34
12 Doppelgänger Due gocce d’acqua 18 gennaio 2005 6 agosto 2006 35
13 The Meat Puzzle Un brutto guaio 8 febbraio 2005 18 settembre 2006 36
14 Witness Testimone 15 febbraio 2005 18 settembre 2006 37
15 Caught on Tape Primo piano 22 febbraio 2005 24 settembre 2006 38
16 Pop Life Tutto per il successo 1 marzo 2005 24 settembre 2006 39
17 An Eye for an Eye Occhi azzurri 22 marzo 2005 1 ottobre 2006 40
18 Bikini Wax Bikini 29 marzo 2005 1 ottobre 2006 41
19 Conspiracy Theory La teoria della cospirazione 12 aprile 2005 8 ottobre 2006 42
20 Red Cell Fratellanze 26 aprile 2005 15 ottobre 2006 43
21 Hometown Hero Stelle d’argento 3 maggio 2005 15 ottobre 2006 44
22 SWAK Polvere di miele 10 maggio 2005 22 ottobre 2006 45
23 Twilight Crepuscolo 24 maggio 2005 22 ottobre 2006 46


Voci correlate

  • Episodi di NCIS (prima stagione)
  • Episodi di NCIS (terza stagione)
  • Episodi di NCIS (quarta stagione)
  • Episodi di NCIS (quinta stagione)

NCIS stagione 02

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June 26, 2007

Sally Doherty cantante

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 5:20 am

Sally Doherty è una cantante inglese.

Voce dei Planet Funk nel 2002, ha dato la voce all’album Non Zero Sumness e partecipato al tour internazionale.
È ,ora, cantante solista.


Discografia

  • Non Zero Sumness (Planet Funk) - 2002


Collegamenti esterni

Sito Ufficiale

Doherty, Sally
Doherty, Sally

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Nati nel 1988 calciatore italiano Dorina Bianchi

Filed under: Uncategorized — admin @ 3:56 am

  • Kateryna Zubkova, nuotatrice ucraina
  • Samantha Larson, alpinista statunitense
  • 4 gennaio - Carlotta Tesconi, attrice italiana
  • 5 gennaio - Christian Lo Zito, cantante italiano
  • 12 gennaio - Andrew Lawrence, attore statunitense
  • 14 gennaio - Jordy, cantante francese
  • 16 gennaio - Nicklas Bendtner, calciatore danese
  • 17 gennaio
    • Mike Di Meglio, motociclista francese
    • Nikki Reed, attrice statunitense
  • 21 gennaio - Vanessa Hessler, attrice e modella italiana
  • 22 gennaio - Greg Oden, cestista statunitense
  • 24 gennaio - Leandro Depetris, calciatore argentino
  • 27 gennaio - Kamil Pietras, cestista polacco
  • 7 febbraio - Nickie Billie Nielsen, calciatore danese
  • 12 febbraio - Afshan Azad, attrice inglese
  • 16 febbraio
    • Denilson Pereira Neves, calciatore brasiliano
    • Denílson Perera Neves, calciatore brasiliano
    • Andrea Ranocchia, calciatore italiano
  • 18 febbraio - Maiara Walsh, attrice spagnola
  • 20 febbraio - Rihanna, cantante barbadiana
  • 5 marzo - Bjarni Viðarsson, calciatore islandese
  • 6 marzo - Marina Erakovic, tennista neozelandese
  • 14 marzo - Sasha Grey, pornostar statunitense
  • 17 marzo
    • Davide Brivio, calciatore italiano
    • Fraser Forster, calciatore inglese
  • 27 marzo - Brenda Song, attrice statunitense
  • 1° aprile - Antonino Barillà, calciatore italiano
  • 6 aprile - Patrik Bordon, calciatore sloveno
  • 16 aprile - Daniele Paponi, calciatore italiano
  • 22 aprile - Miliyah Kato, cantante giapponese
  • 23 aprile - Victor Anichebe, calciatore nigeriano
  • 25 aprile - Sara Paxton, attrice e cantante statunitense
  • 28 aprile
    • Juan Manuel Mata García, calciatore spagnolo
    • Yobo, conduttore radiofonico italiano
  • 30 aprile - Matthias Lepiller, calciatore francese
  • 4 maggio - Enrico Alfonso, calciatore italiano
  • 6 maggio - Ramon de Morais Motta, calciatore brasiliano
  • 25 maggio - Andrea Russotto, calciatore italiano
  • 24 giugno - Micah Richards, calciatore inglese
  • 29 giugno - Éver Banega, calciatore argentino
  • 10 luglio - Biagio Del Giudice, calciatore italiano
  • 17 luglio - Guo Yue, tennistavolista cinese
  • 3 agosto - Michael Cia, calciatore italiano
  • 5 agosto - Federica Pellegrini, nuotatrice italiana
  • 8 agosto
    • Salvatore Foti, calciatore italiano
    • Danilo Gallinari, cestista italiano
  • 21 agosto - Gaetano Berardi, calciatore svizzero
  • 22 agosto - Marco Mancosu, calciatore italiano
  • 24 agosto - Rupert Grint, attore inglese
  • 2 settembre - Javier Martínez Aginaga, calciatore spagnolo
  • 8 settembre - Gustav Schäfer, batterista tedesco
  • 9 settembre - Ádám Vass, calciatore ungherese
  • 17 settembre - Sunday Stephen Obayan, calciatore spagnolo
  • 26 settembre - Kiira Korpi, pattinatrice finlandese
  • 28 settembre - Simone Grotzkyj, motociclista italiano
  • 29 settembre - Giulia Elettra Gorietti, attrice italiana
  • 2 ottobre - Ivan Zaytsev, pallavolista italiano
  • 12 ottobre - Jules Cluzel, motociclista francese
  • 17 ottobre - Federico Colbertaldo, nuotatore italiano
  • 22 ottobre - Antoinette Borg, cestista maltese
  • 28 ottobre
    • Caterina Giacchetti, nuotatrice italiana
    • Devon Murray, attore irlandese
  • 14 novembre - Karamoko Cisse, calciatore italiano
  • 3 dicembre - Kevin Alexander Clark, attore e musicista statunitense
  • 5 dicembre - Ross Bagley, attore statunitense
  • 14 dicembre - Vanessa Anne Hudgens, attrice, cantante e ballerina statunitense
  • 15 dicembre - Giorgia Sottana, cestista italiana
  • 16 dicembre - Anna Popplewell, attrice britannica
  • 19 dicembre - Raffaele Barbagallo, calciatore italiano

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June 25, 2007

Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer delle Asteraceae Aster

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 1:36 pm

ASTER (Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer) è uno dei cinque sensori remoti a bordo del satellite Terra. Il satellite è stato lanciato nel 1999 dalla NASA: Lo strumento ha registrato dati fin dal febbraio del 2000.

ASTER fornisce immagini ad alta risoluzione della Terra da quattordici lunghezze d’onda che vanno dallo spettro elettromagnetico della luce visibile fino all’infrarosso. La risoluzione angolare delle immagini è compresa tra i 15 e i 90 metri. I dati del sensore sono utilizzati per creare dettagliate mappe della superficie che mostrano la temperatura della superficie, l’emissività, la rifleessività e e l’altezza.


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • ASTER Website
  • NASA site on ASTER

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  • Aster - Wikipedia Aster è un genere di piante floreali della famiglia delle Asteraceae; Aster una compagnia francese produttrice di motori e di altre parti di automobili,
  • FLORA E VEGETAZIONE DELLE BARENE Formato file: PDF/Adobe Acrobat - Versione HTMLdune, oppure al centro delle barene, dove l'azione diretta dell'acqua marina è meno . ASTER TRIPOLIUM L. Patano (Ven.) fam. ASTERACEAE (COMPOSI'TAE)
  • Gimnosperme Si tratta di una delle famiglie di più grande importanza economica per lo . Tra le specie ornamentali vi sono varie specie di Senecio, Aster, Dahlia,
  • Astro - Aster domusus - Perenni il mondo delle curiose piante grasse a portate di click. Aster dumosus Settembrini-Asteraceae. Astro - Aster domusus - Perenni
  • Astro delle Alpi - Aster alpinus - Perenni Aster alpinus Astro-Asteraceae. Astro delle Alpi - Aster alpinus - Perenni Generalità: pianta erbacea perenne tappezzante originaria dell'Europa e dell'Asia
  • BOTANICA SISTEMATICA 46) Cardamine rivularis Schur (H scap) Billeri delle ripe .. Family/Famiglia: Asteraceae (Aster family) Genus/Genere: Cardopatum Species/Specie:
  • Guida alla coltivazione delle piante ornamentali - oltre 320 La Guida alla coltivazione delle piante ornamentali del Dott. ibridi | Hibiscus moscheutos | Hosta | Hosta2 | Inula Asteraceae | Iris germanica ibridi

Episodi di T.J. Hooker (prima stagione) marzo 2002

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1° stagione (1982)

Titolo originale Titolo italiano Prima TV originale Prima TV Italia #
1 The Protectors 13 marzo 1982 1
2 The Streets 20 marzo 1982 2
3 God Bless the Child 27 marzo 1982 3
4 Hooker’s War 3 aprile 1982 4
5 The Witness 10 aprile 1982 5

T.J. Hooker (prima stagione)

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Maybach Exelero automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 5:51 am

La Maybach Exelero è un’automobile ad alte prestazioni presentata nel 2005, progettata dalla Maybach e costruita dalla fabbrica artigiana torinese Stola.

Questa automobile ha due posti, eroga 700 cavalli (514 kW) da un V12 biturbo e fu commissionata dalla Fulda Tyres, che voleva provare una nuova generazione di pneumatici su una macchina di referenza.

Maybach creò la Exelero come moderna interpretazione della leggendaria vettura degli anni ‘30 usata dalla Fulda per provare pneumatici. Jay-Z guida questa Maybach nel suo video “Lost One”


Caratteristiche

  • motore: V12 bi-turbo da 6 litri dalla Maybach 57 S con 700 CV (522 kW) e 1020 Nm
  • Velocità massima: 352 km/h
  • 0-100 : 4.4 sec.
  • Pneumatici: 315/25 ZR 23
  • prezzo stimato:$8,000,000 (USD)


Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale
  • Sito ufficiale Maybach
  • Sito ufficiale Fulda
  • Galleria fotografica
  • Video di “Lost One”

Exelero

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June 24, 2007

Delta fluviale Aster

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 10:33 pm

[[Immagine:NileDelta-EO.JPG|right|350px|thumb|Il delta del Nilo visto dal satellite. Erodoto fu il primo geografo a chiamare questa area triangolare delta, termine che acquistò popolarità; nel secolo XIX Charles Lyell applicò questo termine per indicare i terreni, costituiti da depositi alluvionali, creati dai fiumi alle loro foci, svincolando quindi il termine geografico dalla forma triangolare]]
Un delta fluviale o semplicemente delta è un accumulo di sedimenti, o corpo sedimentario, che si forma in un’area di foce dove un corso d’acqua convoglia sedimenti terrigeni in un bacino con una massa d’acqua relativamente stazionaria. Dipendentemente dal tipo di bacino (mare o lago), si può avere quindi un delta marino o un delta lacustre.


Formazione di un delta

thumb|rigth|550px|Tipologia degli apparati deltizi e relativi depositi di fronte deltizia. Con il prevalere delle correnti fluviali tendono a formarsi delta digitati e lobati; aumentando di importanza i processi marini (moto ondoso e correnti costiere) si formano apparati deltizi di forma cuspidata e arcuata; con la presenza di ampie escursioni di marea si formano delta-estuari ed estuari.
Un delta marino si forma per la combinazione di processi sedimentari fluviali (correnti fluviali) e marini (moto ondoso, correnti costiere e maree), in condizioni ambientali sia subaeree (emerse) che subacquee.

Il termine “delta” deriva dalla forma triangolare che molti corpi sedimentari di questo tipo mostrano in pianta (a somiglianza della quarta lettera dell’alfabeto greco).
In realtà, la morfologia e le dimensioni di un edificio deltizio dipendono da molteplici fattori:

  • quantità di sedimento apportato dal fiume (portata solida);
  • granulometria del sedimento: principalmente il rapporto tra materiali fini, (argilla e silt, trasportati prevalentemente in sospensione dalle acque fluviali) e grossolani (sabbie e ghiaie, trasportate a contatto con il fondo);
  • velocità della corrente;
  • tipo ed energia dei processi costieri (onde, maree, correnti);
  • morfologia del bacino che riceve i sedimenti;
  • tasso di subsidenza (abbassamento naturale del suolo).

In particolare, la tipica forma a “delta” si realizza nel caso in cui i processi fluviali tendono a prevalere su quelli marini (delta “costruttivo”) e l’edificio deltizio tende ad avanzare (progradare) entro il bacino.

Viceversa, la prevalenza dei processi marini determina lo smantellamento dell’edificio deltizio più rapidamente di quanto si formi, redistribuendo i sedimenti lungo la costa. In questo caso si forma un estuario, in cui il canale fluviale sfocia direttamente in mare.

L’immagine accanto offre una panoramica delle forme assunte dagli apparati deltizi in funzione della prevalenza dei processi marini (maree, onde, correnti costiere) o dei processi fluviali (correnti fluviali).
La classificazione più utilizzata per definire gli apparati deltizi è basata sull’effetto combinato di tre fattori <ref>Galloway W.E. “Process framework for describing the morphological and stratigraphic evolution of deltaic depositional systems“, in Deltas, Models for exploration (1975) p. 87-98 </ref> : volume di sedimento trasportato dal corso d’ acqua, energia delle maree ed energia del moto ondoso. Quello del Mississippi rappresenta il caso tipico di delta la cui costruzione è dominata dal volume di sedimenti, quello del São Francisco (Brasile) è rappresentativo di delta dominato dal moto ondoso e quello del Gange-Brahmaputra di delta modellato dall’azione delle maree.


Geometria e organizzazione interna

L’immagine seguente è una sezione geologica ideale in senso longitudinale (parallelo alla direzione prevalente delle correnti fluviali) di un edificio deltizio <ref>L’immagine, qui riportata perché particolarmente didattica, si riferisce specificatamente al delta tipo “Gilbert” (vedi capitolo seguente). In molti casi (ad esempio nel caso dei delta digitati e lobati), gli edifici deltizi presentano una geometria interna molto più articolata, anche se la dinamica deposizionale e gli elementi morfologici e geometrici sono sostanzialmente simili.</ref>.

La parte emersa del delta si definisce piana deltizia, spesso in continuità con una pianura alluvionale, ed è caratterizzata da fenomeni e morfologie simili a quelli alluvionali e dai sedimenti più grossolani.

La fronte deltizia si trova in condizioni sia subaeree che subacquee, a seconda delle fluttuazioni del livello del mare. È caratterizzata dalla presenza di barre di foce (accumuli di sedimenti deposti dalla corrente fluviale entrante per perdita di carico dovuta alla brusca diminuzione di velocità). Le strutture sedimentarie più comuni sono stratificazione e laminazione obliqua e incrociata a piccola e media scala (cross bedding e ripples da onda e da corrente).

Il prodelta è la parte interamente subacquea dell’edificio deltizio, e ne costituisce la parte prevalente in volume. È caratterizzato da sedimenti sempre più fini (sabbie fini, silt, argille) allontanandosi progressivamente dalla foce. Le strutture sedimentarie più frequenti sono laminazioni (sempre meno frequenti verso il bacino) e bioturbazioni (strutture prodotte dall’attività di organismi viventi, come vermi, molluschi etc.).

La fronte deltizia e il prodelta sono caratterizzati da clinostratificazione (stratificazione inclinata) a grande scala. L’angolo di giacitura degli strati (esagerato verticalmente nell’immagine sopra) dipende dal tipo di sedimenti. È maggiore per i sedimenti grossolani (ghiaie, sabbie) e minore per i sedimenti fini (silt, argille). La sovrapposizione e la deposizione verso l’interno del bacino in tempi successivi (nell’esempio sopra t1 - tn) di strati e corpi sedimentari dà origine ad un assetto geometrico di tipo progradazionale. L’immagine sopra riportata fornisce un esempio di progradazione sigmoidale (dalla forma degli strati in sezione, simile alla lettera sigma dell’alfabeto greco).


Tipi di apparato deltizio

thumb|300px|right| Classificazione dei delta in funzione dell’energia dominante nell’ambiente deposizionale, applicata a delta attuali
Di seguito sono riportate, in sintesi, le descrizioni dei principali tipi di apparato deltizio e le relative condizioni di sedimentazione.


Delta digitato

La piana deltizia forma una linea di costa molto articolata, con lingue di terra emersa di forma allungata (”digitazioni”) che si protendono in mare, a somiglianza delle dita di una zampa d’uccello (vedere l’esempio del delta del Mississippi nell’atlante fotografico). Queste digitazioni sono prodotte dalla rapida deposizione ai lati del flusso del canale distributore di sedimenti che si elevano in forma di argini naturali, favorendo quindi il confinamento del canale stesso che mantiene la propria individualità e avanza verso mare. I depositi di fronte deltizia sono barre derivate dalla deposizione del carico di fondo più grossolano alla bocca dei canali distributori, per l’improvvisa diminuzione di velocità della corrente. Si tratta tipicamente (come nel caso citato dell’apparato attuale del Mississippi) di un delta di mare basso, con processi marini (correnti costiere, onde e maree) molto deboli e con un basso gradiente topografico della piattaforma continentale, cui si contrappongono correnti fluviale di notevole portata e con abbondante carico sospeso. Condizioni del genere si realizzano in regioni marine protette rispetto al mare aperto come golfi (ad esempio il Golfo del Messico) e bracci di mare, in cui sfociano fiumi che drenano grandi bacini idrografici.
In tali condizioni, il delta tende a progradare rapidamente verso mare; i canali distributori avanzano erodendo le barre precedentemente deposte alla foce fino a che non sono abbandonati in favore di nuovi distributori che si aprono entro le baie interdistributrici.


Delta lobato

In questo caso non si hanno vere e proprie digitazioni ma lobi più o meno arrotondati. Un apparato di questo tipo si sviluppa in condizioni simili al precedente, ma con una azione più accentuata da parte di onde e correnti costiere, che riescono a ridistribuire il sedimento entrante in una fascia di sedimenti più continua formata dalla giustapposizione di più barre. Il reticolo di canali distributori è più fitto e più instabile rispetto al delta digitato, con frequenti occlusioni e divagazioni. La presenza di correnti lungo costa permette la formazione di cordoni e “frecce” litorali.


Delta cuspidato e arcuato

Caratterizzato dalla presenza di un solo o pochi canali distributori e da un decorso più regolare della linea di costa. Il tipo a cuspide corrisponde ad un indice di efficienza dei processi fluviali maggiore rispetto a quello ad arco, ma i due tipi hanno dinamiche sostanzialmente simili. In questo caso, il gradiente topografico della parte sommersa di costa è più elevato e i processi marini (onde e correnti longshore) sono più attivi che nei tipi precedenti: la loro azione ripulisce i sedimenti entranti dalla frazione fine (portandoli al largo) e redistribuisce i sedimenti sabbiosi accumulandoli in cordoni paralleli alla linea di costa ai lati dei canali distributori. Il delta tende ad avanzare nei periodi di piena formando barre che vengono in gran parte demolite dall’attività di onde e correnti nei periodi di magra. Nel delta cuspidato (come ad esempio il delta del Po) le barre di foce sono intaccate solo in parte e rimane una zona di “retrobarra” in cui decantano sedimenti fini, che poi con l’avanzare del delta diviene sede di stagni e acquitrini (come le Valli di Comacchio). Il prevalere delle correnti costiere sul moto ondoso può dare luogo allo sviluppo di cordoni litorali paralleli alla linea di costa (è sempre il caso del Po). Il prevalere del moto ondoso dà luogo generalmente a corpi deposizionali a ventaglio, con barre concentriche.


Delta-estuario

Si forma quando un fiume sbocca in un bacino a regime “macrotidale” (con escursione di marea superiore ai 2 m). In questo caso l’azione di flusso e riflusso delle maree dà luogo a correnti che hanno un’energia di trasporto maggiore rispetto alle correnti fluviali entranti. I canali distributori (di forma svasata a imbuto) funzionano anche come canali di marea e sono percorsi due volte al giorno dalle correnti di flusso e riflusso, che rielaborano continuamente il sedimento. I sedimenti sabbiosi sono caratterizzati da una tipica laminazione a “lisca di pesce” (herringbone), con lamine immergenti alternativamente verso terra e verso mare per il flusso e riflusso mareale (prevale comunque tipicamente l’inclinazione verso terra). Questi processi portano frequentemente all’intasamento dei canali, con occlusioni e divagazioni che portano alla formazione di un reticolo idrografico piuttosto complesso a monte delle bocche di estuario. Non vi sono vere e proprie barre di foce, ma cordoni di marea allungati in senso perpendicolare alla costa per l’azione delle correnti di marea, che non migrano lateralmente, mantenendo una forma lineare. Tipicamente, non vi è trasporto significativo lungo la linea di costa, essendo prevalente l’azione delle maree. Quando le condizioni di attività delle maree si fanno decisamente prevalenti, non si forma alcun apparato deltizio ma il fiume sfocia direttamente in mare con un estuario.


Delta-conoide (Gilbert)

Il delta tipo “Gilbert” (dal nome del geologo statunitense G.K. Gilbert che li studiò in dettaglio alla fine del secolo diciannovesimo), è stato studiato classicamente in contesti lacustri (tanto che per alcuni autori “Gilbert” è tuttora sinonimo di delta-conoide lacustre), anche se la letteratura scientifica più recente offre numerosi esempi da contesti marini costieri. Si tratta sistemi deltizi poco caratterizzati dal punto di vista topografico, con una morfologia a ventaglio simile esternamente a quella delle conoidi di tipo alluvionale. La geometria interna presenta però una netta tripartizione in tre elementi:

  • “topset”, l’insieme di strati sub-orizzontali nella parte alta e più interna dell’edificio deltizio, caratterizzato dai sedimenti più grossolani;
  • “foreset”, caratterizzato da una clinostratificazione (inclinazione marcata degli strati verso bacino);
  • “bottomset”, caratterizzato dai sedimenti più fini al piede della fronte deltizia.

Questo tipo di delta si forma generalmente con sedimenti piuttosto grossolani e gradienti topografici costieri abbastanza ripidi, ed è caratteristico degli ambienti marini periglaciali, con corsi d’acqua a regime torrentizio con portata e carico di sedimento notevoli che sfociano direttamente in mare. Si riscontrano anche su coste tettonicamente attive, dove la presenza di faglie o pieghe sin-sedimentarie (il cui movimento è cioè contemporaneo alla sedimentazione) porta a locali e improvvisi aumenti del gradiente topografico e dell’erosione a monte degli edifici deltizi.


Ovviamente, questa tipologia non esaurisce tutto lo spettro di variabilità degli apparati deltizi naturali: esistono infatti tipi misti determinati da gradazioni tra i termini puri di questa classificazione, anche a seconda dell’importanza che viene data a determinati processi da diversi autori e ai parametri di classificazione utilizzati. Ad esempio il delta del Po è in realtà al limite tra un apparato deltizio di tipo lobato (per il profilo complesso e l’elevato numero di canali distributori) e il tipo cuspidato (per la rilevanza dei processi costieri, soprattutto le correnti lungo costa, che redistribuiscono il sedimento e danno luogo al particolare tipo di progradazione descritto per questo tipo di delta).


Morfologia degli apparati deltizi - Atlante

Immagine:Mississippi Delta IR.jpg

Immagine del ramo attivo del delta del Mississippi, tipico esempio di delta digitato, in ambiente con scarsa energia marina

Immagine:NarsarsuaqGreenland-ArcuateDelta.jpg
Immagine:11po.JPEG

Delta del fiume Danubio, veduta di insieme. Esempio di delta arcuato.

Vietnam, delta arcuato del fiume Mekong

India. Delta del Gange, visione d’insieme, la morfologia è controllata dalla forza delle maree.

India. Delta del Gange, dettaglio, canali deltizi subparalleli. In questa e nelle immagini seguenti sono osservabili le caratteristiche distintive dei canali di marea: la ramificazione e il rapido assottigliamento verso l’interno del delta, e la mancanza di collegamento con i canali del sistema fluviale. Nei canali di marea la componente di moto prevalente è verso terra.

Immagine:Bouches-Gange.jpg

Pakistan, delta del fiume Indo, dominato da processi mareali.

Esempio di delta-estuario: Colorado in ambiente arido L’immagine mostra la parte terminale del complesso deltizio.

Rio de la Plata, tipico esempio di estuario, dove l’energia predominante è quella diretta dell’oceano Atlantico.


Ambiente sedimentario

thumb|right|500px|Mappa idealizzata di un delta con i principali ambienti sedimentari. Spiegazione nel testo
Il delta fluviale costituisce un ambiente sedimentario assai complesso e articolato in vari subambienti:

  • Subareo

    • piana deltizia

      • canali distributori (canali più o meno ramificati, caratterizzati da elevata energia del mezzo e sedimenti grossolani sabbiosi)

        • canale
        • argine naturale (aree strette e allungate, rilevate topograficamente, che bordano i canali, determinate dalla rapida deposizione di sedimenti per perdita di velocità della corrente ai margini del flusso principale sull’asse del canale)
    • fronte deltizia

      • area interdistributrice (aree situate tra i canali distributori e caratterizzate da bassa energia del mezzo e sedimenti fini argilloso-siltosi)

        • lago o acquitrino interdistributario
        • depositi di rotta (depositi di forma irregolare o a ventaglio da rottura locale di un argine naturale)
        • baia interdistributaria
        • piana e canali di marea
  • Subacqueo
    • prodelta

      • prossimale (alta energia)

        • barre di foce
        • spiaggie e cordoni litorali (prodotti dalle correnti lungo costa)
        • barre e cordoni di marea (prodotti dalle correnti di marea)
      • distale (bassa energia)
        • barra distale
        • spiaggia esterna


Regime di flusso

Generalmente, l’entità della portata d’acqua e il tipo di carico di sedimento del corso d’acqua entrante risentono della stagionalità, con l’alternarsi di regimi di magra (nella stagione meno piovosa) e di piena (nella stagione piovosa). Questa stagionalità può avere un impatto notevole sulle modalità di sedimentazione.
thumb|right|500px|Regimi di flusso nel delta. Nel periodo di magra il carico in sospensione della corrente fluviale entrante dà origine a flussi ipopicnali (con densità minore rispetto alle acque del bacino), che depongono sedimento per decantazione. In regime di piena, il carico di fondo della corrente fluviale dà origine a flussi iperpicnali (più densi rispetto alle acque del bacino), con deposizione di sedimenti grossolani di tipo torbiditico.

  • In regime di magra, il corso d’acqua è caratterizzato da scarsa portata d’acqua, minore velocità della corrente e scarso carico di sedimento, prevalentemente in sospensione. Come conseguenza, il flusso entrante in bacino tende ad avere minore densità rispetto alla massa d’acqua che lo accoglie, soprattutto se questa è salata (flusso ipopicnale), e a formare uno strato superficiale fino a una certa distanza dalla foce, perdendo gradatamente il carico di sedimenti in sospensione che si depositano per decantazione.
  • In regime di piena, aumenta la portata d’acqua e la velocità della corrente e aumentano sia il carico in sospensione sia il carico di fondo (cioè il materiale trasportato a contatto con il fondale e negli strati d’acqua immediatamente sovrastanti il fondo). La parte più densa della corrente fluviale con il carico di fondo dà origine a flussi di tipo iperpicnale (con densità maggiore rispetto alle acque del bacino), che tendono a muoversi a contatto con il fondale. Sovente, la notevole densità delle correnti fluviali in regime di piena, per la presenza del carico di fondo, dà origine nel bacino prospiciente l’apparato deltizio a correnti di tipo torbiditico, che depongono sedimenti grossolani anche a notevole distanza dal delta propriamente detto.


Esempi di delta in Italia e nel mondo

In Italia hanno la foce a delta sia il fiume Po (naturale), sia il fiume Tevere (due soli rami di cui uno artificiale).

Sul delta del Tevere sorgono Ostia (ramo naturale) e Fiumicino (ramo artificiale). Nell’ampio delta del Tevere sorge l’Isola Sacra (frazione di Fiumicino).

Un esempio di apparato deltizio marino fossile in Italia è la formazione geologica Arenaria di Val Sabbia (Triassico Superiore), affiorante nelle Alpi meridionali (Bergamasco-Bresciano).

Tra le più importanti ed estese foci a delta c’è quella del Nilo, di 24.000 km².


Ambiente naturale

I delta fluviali costituiscono ecosistemi di notevole importanza, rifugio di numerose specie animali e vegetali. Si tratta di un ambiente molto complesso e articolato che permette la contiguità di biocenosi sia marine che continentali, spesso con sviluppo di adattamenti peculiari (si pensi ad esempio, tra i mammiferi, allo stenodelfo, il delfino del Rio de la Plata). Nei delta sono rappresentati diversi geotopi:

  • fluviale (canali distributori): alghe e piante superiori continentali di ambiente umido; notevole sviluppo delle faune ittiche; faune ad anfibi, rettili e mammiferi di ambiente acquatico.
  • di pianura costiera (piana deltizia): a seconda del clima e della latitudine possiamo avere lo sviluppo di tundra, foresta temperata, foresta pluviale, con relative faune.
  • palustre (rappresentato da acquitrini e torbiere nelle aree interdistributarie): sviluppo sia di alghe che di piante superiori; mangrovie nei climi tropicali. Ricche faune ittiche, anfibi e rettili; notevole anche lo sviluppo dell’avifauna e dei mammiferi di ambiente acquatico.
  • lagunare (baie protette da cordoni litorali): ricca fauna ittica; sviluppo di faune adattate a condizioni salmastre e schizoaline (con ampie fluttuazioni della salinità);
  • litorale (spiaggia e spiaggia sommersa): sviluppo di conifere nelle zone di retrospiaggia protette dalla salsedine; presenza nelle immediate vicinanze del mare di vegetazione pioniera (piante alofile); faune a molluschi e crostacei adattate a condizioni di alta energia; presenza frequente in talune zone di mammiferi marini.

[[Immagine:Lena River Delta - Landsat 2000.jpg|thumb|300px|rigth|Delta del fiume Lena (Russia)]]

La complessità di questo ambiente lo rende anche particolarmente fragile ed esposto alle conseguenze dell’attività antropica <ref>dell’uomo, relativa alla presenza dell’uomo e alle attività umane</ref>, con diversi fattori di rischio. Tra i principali vi sono:

  • inquinamento: da attività industriale, agricola e zootecnica, ma anche dalla semplice presenza di concentrazioni abitative (l’inquinamento può essere, oltre che di natura chimica e organica - il più evidente - anche di natura acustica e luminosa);
  • attività estrattiva: estrazione di materie prime (ghiaie e sabbie, torbe e ligniti, metano di origine biogenica). Queste attività possono avere conseguenze rilevanti:
    • l’asportazione di sedimenti può alterare l’equilibrio del profilo dell’alveo fluviale provocando fenomeni erosivi;
    • l’estrazione di idrocarburi da accumuli e giacimenti a bassa profondità può provocare incremento della subsidenza, con fenomeni di ingressione marina su ampie aree del delta. Questo fenomeno è presente attualmente (e attentamente monitorato) in tutto l’alto Adriatico e nel delta del Po, come conseguenza dell’attività estrattiva di gas metano prolungatasi per decenni.
  • attività di caccia e pesca: ovviamente dannose se non adeguatamente regolamentate, in quanto possono portare all’impoverimento della fauna e alla riduzione della biodiversità dell’ambiente;
  • attività di navigazione (sia da diporto che da trasporto): fonte di inquinamento, principalmente chimico e sonoro, e di perturbazione delle acque.

I recenti mutamenti climatici, con il riscaldamento globale del pianeta e l’aumento del livello medio del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari, porterebbero inoltre all’inondazione di gran parte delle aree deltizie, con conseguenze drammatiche sull’ambiente naturale e sulle attività umane. Un’altra grave conseguenza sarebbe l’aumento della salinità delle acque costiere e l’aumento delle infiltrazioni di acqua salata nelle falde acquifere della fascia litoranea.

In Italia, l’esempio più notevole di parco naturale in ambiente deltizio è il Parco del Delta del Po (suddiviso tra le regioni Veneto ed Emilia-Romagna), che raggiunge una superficie di 52000 ettari.


Importanza economica

I delta forniscono primariamente vaste estensioni di terreno coltivabile ed edificabile. Gran parte delle popolazioni rivierasche in tutto il mondo vive in aree deltizie, come ad esempio il delta del Niger, il Bengala e il delta del Nilo. Queste aree tuttavia, per la natura intrinsecamente instabile dell’ambiente deltizio, sono spesso minacciate da inondazioni fluviali o marine e soggette a un forte rischio idrogeologico, conseguente ai fattori ambientali e antropici riportati nei capitoli precedenti.

Gli ambienti deltizi sono importanti anche nel campo della geologia mineraria relativamente alla ricerca delle risorge energetiche fossili. L’elevato tasso di sedimentazione terrigena, con possibilità di accumulo, seppellimento e quindi maturazione termica di grandi quantità di materia organica, rendono potenzialmente importanti i giacimenti deltizi per accumuli di carbone ed idrocarburi (petrolio e metano).


Carbone

Giacimenti di carbone possono aversi dalla trasformazione di depositi di torba tipica delle aree paludose sviluppatesi nelle piane deltizie alluvionali attornianti i canali distributori. Regressioni ed ingressioni marine regolano la distribuzione degli accumuli torbosi e la migrazione laterale dei canali distributori, assieme ad una continua subsidenza favorisce la formazione di tipici cicli sedimentari ripetitivi in direzione verticale.</br>
Parte dei giacimenti di carbone delle “Coal measures carbonifere” del bacino inglese sono di origine deltizia, altri esempi sono nel Carbonifero Superiore (pensylvaniano) dell’Illinois <ref> Selley, Cap 5, (1985) </ref>.


Idrocarburi

L’ambiente deltizio è particolarmente favorevole alla creazione di giacimenti di idrocarburi. Questo in quanto la posizione dell’apparato deltizio permette di mettere in contatto le argille marine (roccia madre), ricche in materia organica atta a produrre idrocarburi, con le sabbie deltizie che costituiscono degli ottimi serbatoi, e la continua sedimentazione di materiale fine argilloso permette il deposito di argille di copertura che sigillano verso l’alto i potenziali luoghi di accumulo degli idrocarburi.

Giacimenti petroliferi importanti sono stati esplorati e messi in produzione nel delta del Niger, nei depositi deltizi del Giurassico Medio della formazione delle Arenarie del Brent nel bacino del Mare del Nord, nel bacino pannonico entro giacimenti miocenici.


Materiali da costruzione

Le aree di delta possono essere considerate anche una fonte di ghiaia e sabbia, materiali economicamente rilevanti per l’edilizia.


Note

<references/>


Bibliografia

  • AA.VV., Clima impazzito. Gli effetti dei mutamenti climatici in Italia e nel mondo in Dossier Legambiente, Roma, 2005, pp. 2- 4 [1].
  • M. L. Broussard (Editor) Deltas, Models for explorations. 2nd edition, Houston Geological Society, 1975.
  • Ricci Lucchi F. Sedimentologia. Bologna, CLUEB, 1980. Parte 3, cap. 5, pp. 119-172.
  • Sestini A. Introduzione allo studio dell’ambiente. Fondamenti di geografia fisica. Milano, Franco Angeli editore, 2003, pp. 224, fig. 58.
  • R.C. Selley Ancient Sedimentary Environments, third edition, 1985, ISBN 0-412-25730-0


Voci correlate

  • Estuario


Atlante fotografico


Delta marini

Delta del Rodano, fotografia aerea, veduta obliqua.
Delta del fiume Danubio, dettaglio Landsat.
Delta del fiume Indo, dettaglio.
Delta del Nilo, immagine Landsat.

Canada, delta del fiume Mackenzie che sbocca nel mare Artico.

Delta del fiume Yukon, nella foto sono visibili i blocchi di ghiaccio sul mare Artico. D'inverno la Baia è ghiacciata, le presenza della banchisa glaciale contribuisce a ridurre l'energia delle onde sulla costa.
Delta del Niger, la piana deltizia tidale è stabilizzata dalla sviluppo rigoglioso delle mangrovie.
Argentina, delta del fiume Paranà.
Immagine:Godavari.jpg
Immagine:Emb Krishna.jpg

Brasile, Rio delle Amazzoni. Veduta generale.

Rio delle Amazzoni, dettaglio.
Birmania, delta fiume Salween.
Delta dell'Irrawaddy


Delta continentali

Lapponia, Parco Nazionale Sareks, delta del fiume Rapa entro un bacino di origine glaciale, visto da Skierffe.

Lago di Costanza, delta lacustre del fiume Reno, è evidente l’azione antropica di rinforzo agli argini del canale principale, intervento possibile a causa della bassa energia ambientale dell’ambiente lacustre.

Delta del fiume Okavango, formatosi in un bacino interno endoreico: le acque del fiume finiscono il loro percorso subareo, evaporando ed infiltrandosi nella sabbie del deserto del Kalahari.
Uzbekistan, Delta del fiume Amu Daria che finisce nel bacino endoreico del Lago d'Aral. Il prosciugamento di questo bacino, avvenuto negli ultimi 45 anni ha condotto all'esposizione subaerea permanente dell'apparato deltizio. Si osserva (1994) un incipiente formazione di un nuovo delta in risposta al nuovo equilibrio idrologico.
Russia, delta del fiume Volga che sfocia nel Mar Caspio, veduta di insieme.
Immagine:Delta del Volga.jpg


Atlante cartografico

Schema generale di delta:1) Alveo alluvionale terminale del fiume;2) Apparato deltizio subareo;3) Aree paludose e piane tidali;4-5) prodelta prossimale e distale
Delta del Fiume Po, in una vecchia carta topografica (1885-90).
Immagine:Reno.jpg
Camargue e delta del Rodano

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Du Pont automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 6:01 am

Du Pont può essere:

  • Du Pont de Nemours and Company: storica azienda specializzata in chimica e diffusa a livello mondiale;
  • Du Pont (automobili): piccola Casa automobilistica statunitense attiva negli anni ‘20 e derivante da una branca dell’azienda chimica.

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June 23, 2007

WWA International Cruiserweight Championship reso

Filed under: Uncategorized — admin @ 5:36 am

Il WWA International Cruiserweight Championship era un titolo riservato ai wrestler della categoria cruiser che lottavano nella World Wrestling All-Stars.

Vincitore Avversario Data Città Note
Psicosis Juventud Guerrera 19 ottobre 2001 Perth
titolo reso vacante per renderlo disponibile in un torneo
Juventud Guerrera Psicosis 26 ottobre 2001 Sydney Ladder match
Eddie Guerrero Juventud Guerrera e Psicosis 8 dicembre 2001 Glasgow Triple Threat match
titolo reso vacante nell’aprile 2002 in seguito al passaggio di Guerrero alla WWF
A.J. Styles Jerry Lynn 13 aprile 2002 Melbourne Finale di un torneo
titolo reso vacante nel 2003
Jerry Lynn Chris Sabin 21 maggio 2003 Sydney Finale di un torneo
Chris Sabin Jerry Lynn, Frankie Kazarian e Johnny Swinger 25 maggio 2003 Auckland Fatal Four Way Match; cintura unificata con l’NWA:TNA X Title

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June 22, 2007

Crotale (missile) Aster

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 10:47 pm

Il missile francese Matra Crotale è un’arma di difesa aerea a breve raggio con capacità multiruolo, che è diventato, negli anni ’70 soprattutto, uno dei sistemi meglio conosciuti e più diffusi a livello mondiale nella sua categoria. In seguito esso ha avuto altri aggiornamenti che lo hanno reso migliore e più temibile, con l’impiego di tecnologie totalmente nuove, tanto che lo si potrebbe considerare un sistema d’arma totalmente nuovo.


Origini

La storiografia del missile Crotale e più in generale del sistema missilistico di cui è munizione parte da molto lontano rispetto alla Francia, e precisamente dal Sudafrica. Questa nazione, nonostante i problemi politici dati dal regime di Apartheid cercava di ammodernare gli armamenti che aveva, per lo più di origine inglese, e che oramai, dopo vari anni dall’acquisto di molti di essi, cominciavano ad essere obsoleti.

Così i Sudafricani passarono, già all’inizio degli anni ’60 un’ordine alla allora Thomson-Houston, poi diventata nota come Thomson-CSF, per un sistema missilistico antiaereo di nuova generazione, capace di offrire elevate prestazioni di ingaggio contro gli aviogetti ad alte prestazioni e possibilità di ingaggio ognitempo. La sua progettazione iniziò quindi per costituire un miglioramento sensibile ai missili Tigercat, fratelli terrestri dei Seacat, affidabili e mobili, ma troppo lenti in volo e privi di capacità notturne.

L’arma venne denominata Cactus e così è rimasta nota in Sud Africa nei decenni a seguire. La Thomson era la responsabile della progettazione generale, ma per quello che riguarda il missile di per sé venne tirata in gioco l’allora Engins Matra, che era specializzata nel settore missilistico, segnatamente in quello aria-aria. Il connubio tra le diverse competenze produsse il sistema Cactus, che venne consegnato al Sudafrica tra il 1971 e il 1973.

Nel frattempo il nuovo prodotto, nato come contratto export (in un’epoca in cui i costi di sviluppo erano ancora abbastanza modesti da rendere possibile questo tipo di iniziative), finiva per interessare anche altri operatori. Il nome con cui esso è stato conosciuto subiva nel frattempo un cambiamento.


Il sistema missilistico Crotale

Questo sistema d’arma è costituito essenzialmente dal veicolo di lancio, le apparecchiature elettroniche del sistema d’arma di per sé e naturalmente, il missile Crotale.


Veicolo

300px|left|thumb|Tipici lanciatori di missili Crotale di prima generazione, qui in servizio nell’aeronautica transalpina
Per dare al mezzo una mobilità autonoma sono stati costruiti degli speciali mezzi di lancio, che hanno il compito di portare armi e sensori. Essi sono degli Hotchkiss-Brandt 4×4, leggermente blindati, con una serie di martinetti che sollevano le ruote dal terreno quando vengono messi in postazione di lancio. Questo, naturalmente, riduce la rapidità di azione, ma non è veramente importante, perché il sistema d’arma non è veramente dotato di caratteristiche campali. Infatti, il motore è elettrico, caratteristica unica per un blindato, e che non giova all’autonomia operativa e ad altre caratteristiche di mobilità complessiva. La struttura vede le ruote assai distanziate, per cui non vi è evidenza di caratteristiche di mobilità che non siano su strada ed entro distanze non elevate. Il motivo per cui questa scelta sia stata fatta non è ben noto.


Sistema d’arma

I veicoli sono di 2 tipi diversi: ogni batteria ha 2 o 3 lanciamissili, e un veicolo radar di acquisizione. Questo mezzo ha un grande radar di scoperta chiamato MIRADOR IV, con portata tipica, verso aerei tattici, di 18km. Esso ha un calcolatore digitale, cosa non trascurabile per le tecnologie degli anni ’60-70, consolles visive e sistemi di collegamento dati. Essa ha potenza di elaborazione sufficiente per seguire 12 bersagli contemporanei.

I veicoli di lancio sono invece dotati di una torretta con 4 tubi di lancio per missili, dotati di una copertura protettiva anche frontale per il missile trasportato all’interno. Tra le 2 coppie di lancio vi è un radar di inseguimento bersaglio. Dopo avere localizzato un bersaglio, e avuta conferma che sia ostile, il veicolo radar passa tramite datalink i dati ad un veicolo-rampa, che è a sua volta dotato di varie apparecchiature, come un elaboratore digitale proprio, radar inseguimento, telecamera per l’inseguimento in caso di forti ECM e altro ancora, tra cui ovviamente anche il sistema datalink, possibile sia via cavo (800m. max.), che via radio (3km). La prassi è di lanciare 2 missili a breve distanza, per assicurare la massima probabilità di colpirlo, visto che almeno un 5-10% delle armi lanciate malfunziona normalmente e che affrontare 2 ordigni a breve distanza l’uno dall’altro rende più probabile abbattere l’aereo.

La guida dell’arma è radiocomandata, con il radar che insegue il bersaglio e il sistema di tiro che insegue sia esso che la posizione dei missili, correggendone la posizione e portandola verso quella dell’aereo ingaggiato.


Missile

Designato R.440 dalla Matra, si tratta di un’arma assai snella e dalla sagoma simile a quella di una freccia, elegante anche per la colorazione: rosso chiaro per il corpo missile, nero per le superfici di controllo, metallo per la testata. Le superfici di controllo del missile sono 4 cruciformi a prua, con struttura a doppio delta, mentre per il controllo di stabilità vi sono altrettante alette a poppa, più grandi, con le estremità retrattili per consentire di alloggiare il missile dentro tubi di lancio abbastanza compatti.

Il peso è di 85kg, inclusi i 15 per la testata, con spoletta di prossimità. Il motore, invece, ha struttura monostadio, come i missili aria aria, che permette in pochi secondi lancia l’arma a mach 2,3.

La portata effettiva merita una considerazione a parte, che dimostra quanto, nel caso dei missili, essa sia dipendente dalle condizioni anche quando una di queste, la velocità del lanciatore (=0), è prestabilita. Contro un bersaglio in volo a mach 1,2 si possono arrivare 8500m. e una quota di 3000m., ma contro altri tipi la portata è diversa:

-contro bersagli a 200m.s. (verosimilmente in avvicinamento), 12km

-contro elicotteri o bersagli non manovranti: 13km

-contro bersagli a pelo d’acqua: 6,5km.

In ogni caso la gittata minima nominale è di 700m, anche se la portata minima effettiva è verosimilmente maggiore di 1km.


Il Crotale Navale

Il missile Crotale è risultato anche idoneo, con una serie di modifiche agli apparati di lancio e di tiro, per l’impiego navale. Il missile è presente con una istallazione ottupla, con un radar di tiro e sistema di inseguimento missile con camera infrarossa al centro della stessa, tra i 2 gruppi di lanciamissili. Nel modello base un’operatore controlla il sistema in un locale con una consolle e un’elaboratore di bordo.
300px|letf|thumb|I marinai in posa danno l’idea delle proporzioni della rampa di lancio sul Motte-Piquet francese

Dopo l’aggancio da parte dei radar della nave di un bersaglio aereo viene passata l’informazione all’apparato radar-ottica della torretta. La guida avviene lanciando il missile verso il bersaglio, correggendone la rotta. A pelo d’acqua viene utilizzata la tecnica differenziale IR, basata sulla misurazione dello scarto angolare tra la posizione del missile e quella del bersaglio. La detonazione come al solito, avviene per spoletta di prossimità, con una mezza dozzina di kg di esplosivo, e un sistema di ritardo a tempo che permette di concentrare le schegge sulla parte più vulnerabile del bersaglio, i fianchi.

Le istallazioni sono state varie: la prima si chiama 8S, con struttura base. La necessità di compattare la struttura per navi più leggere ha portato alle versioni modulare 8MS e 4MS, con 8 e 4 missili pronti al lancio. La leggerezza dell’istallazione permette a navi di 500t., almeno nominalmente, di portare questi missili, che sono capaci di intercettare bersagli tra i 4 e i 5000m. con buone possibilità di colpire anche missili antinave a volo radente, sebbene non siano noti esperimenti contro missili Exocet. Da notare che la portata è in ogni caso non molto diversa da quella che ha tipicamente il missile britannico Sea Wolf, ovvero 6,5km contro bersagli a pelo d’acqua, praticamente la metà di quella massima.

240px|left|thumb|il Crotale della TOurville inquadrato frontalmente fornisce una visione chiara del suo aspetto

A parte questo, per quanto il missile sia relativamente leggero, esso può consentire un’utile impiego secondario antinave, specie contro piccoli bersagli navali, difficilmente ingaggiabili altrimenti.


Servizio ed evoluzione

Il missile è entrato ben presto nella competizione nazionale ed internazionale per le armi a corta gittata antiaeree di tipo moderno. Con una massa assai inferiore, esso garantiva prestazioni paragonabili, per esempio, a quelle del più grande missile SA-8 Gecko/SA-N 4, anch’esso navalizzato.

I contratti di acquisto sono giunti ben presto da almeno 6 Paesi di 4 continenti, come Cile, Libia, Egitto. Ma il cliente più importante è stata l’Aeronautica Francese, che ha ordinato non meno di 80 unità di fuoco (nel senso di veicoli rampa, non di batterie) Crotale. I compiti, in ogni caso, sono determinati da quella che è la principale debolezza del sistema, ovvero la ridotta mobilità tattica (per via dei veicoli e dei sistemi dati). Quindi, sono state soprattutto le basi aeree ad essere protette dai Crotale.

La Marina Francese, come anche quella saudita, ha adottato invece il Crotale Navale, con in genere, 1 istallazione ottupla per nave, eccezionalmente 2 (Portaerei Foch), e 26 missili. Tra le navi dotate di questo sistema, le fregate Gorge Leguyes, e le Medina saudite.

Il missile non è stato impiegato in guerra, almeno ufficialmente. Se vi erano missili di questo tipo a difendere Tripoli e Bendasi (cosa verosimile) essi sono forse entrati in azione nel 1986 contro aerei americani. Tuttavia, risulta che qualche unità sia servita agli iraniani per imbastire una produzione della loro versione nazionale, e tali sistemi sarebbero stati presi agli irakeni durante la guerra.

La versione è stata chiamata SHAHAB THAQUEB, ed ha una piattaforma trainata, con radar Contraves Skyguard svizzero piuttosto che l’originale Mirador IV. Le prestazioni sono dichiarate in 750ms di velocità, 5500m. di quota, 12km di gittata. Esse hanno una leggera superiorità sull’originale, ma non è chiaro se sia frutto di miglioramenti o solo di dichiarazioni pubblicitarie.

La produzione del Crotale iraniano è stata possibile grazie anche alla collaborazione cinese,anzi, non risulta molto credibile che gli irakeni abbiano mai avuto i lanciatori Crotale. Quello che appare certo è la fornitura cinese di missili di questo tipo.

Anche la Cina ha avuto infatti tali missili, con tanto di produzione locale. Essi sono stati chiamati HY-7/FM-80, con versione migliorata chiamata (per l’export) FM-90. In pratica, la Cina non ha trascurato la produzione di quasi nessun tipo di missile occidentale od orientale con licenze o solo copie.

Un lanciatore di questi Crotale è presente anche sui cacciatorpediniere classe Luhai (1-2 unità), forse in attesa di essere sostituito da un’arma più potente data la massa della nave. Per i cinesi è sempre stato un problema trovare missili SAM (contrariamente agli SSM, evidentemente meno impegnativi nonostante le maggiori dimensioni) per le proprie navi.

La mancanza di mobilità tattica ha impedito, invece, ai sudafricani di schierare i Cactus con le loro truppe avanzate in Namibia e Angola. Da questo punto di vista il limitato Tigercat è stato più utile, anche se senza risultati in termini di abbattimenti.


Shanine

Le possibilità del Crotale come missile e anche sistema elettronico erano frustrate dalla loro piattaforma di lancio, sostanzialmente limitata. Ma l’arma di per sé era la migliore della categoria, e batteva in portata sistemi come i più leggeri Rapire inglesi e Roland franco-tedeschi. Così ad un certo punto venne approntato un sistema di lancio migliorato, anche stavolta per via di una commessa estera, quella passata dall’Arabia Saudita, che aveva il modello base ma non ne era soddisfatta.

In cerca di un SAM realmente mobile, che fosse sì maggiormente dispendioso se inteso solo per operazioni di difesa, ma anche mobile a sufficienza per coprire l’esercito, richiese l’integrazione con lo scafo di un carro armato in dotazione, l’AMX-30. La fornitura, dopo l’approntamento del prototipo nel 1979, ha avuto luogo tra il 1982 e l’anno dopo. Non vi sono state altre commesse.

Lo Shanine, chiamato anche SICA, è stato sviluppato sempre dalla Thomson e dalla Matra. Esso ha una componentistica basata sul precedente, ma assai migliorata. Il veicolo radar, sempre con un raggio utile di 18km ha adesso la capacità di memorizzare 40 bersagli e seguirne 18. Il veicolo radar controlla fino a 4 unitàdi fuoco. Queste sono sempre equipaggiate di un radar di tiro e di una telecamera per l’uso in caso di intense ECM, ma i missili sono 6 e non più 4.

Il radar di tiro ha un triplo canale, per cui una volta che i missili sono stati lanciati, e il sistema TV li rileva, vengono portati nel fascio di inseguimento del radar stesso. Questo avendo un triplo canale può controllare il bersaglio e fino a 2 missili. Esso funziona in alternativa con un back-up televisivo, il tutto è quindi simile al Crotale. I collegamenti ora sono solo con apparati di tipo microonde e non più anche cavo.

La struttura dell’AMX-30 dà una significativa protezione all’equipaggio, (certamente non ai 6 missili, posti in colonne di 3 ai lati della torretta), e la velocità, autonomia, mobilità sono del tutto adatti per scortare le unità campali in azione. Il missile è chiamato R.460, con lunghezza di 3,15m, peso 100kg, diametro 15,6cm, ap. Alare 59cm. Esso è sensibilmente più pesante e potente del Crotale, e può essere sostenuto da un motore capace di bruciare, essendo a doppio stadio (di produzione SNPE), per l’80% del tempo in più rispetto al tipo monostadio del Crotale.

Le prestazioni sono migliorate e la tangenza arriva a 6000m, la portata a 10-13km, mentre la velocità non è invece superiore (mach 2). Il sistema è stato fornito in 36 esemplari, assieme a 53 cannoni binati da 30mm AMX-30VDA, per la difesa ravvicinata, specie nel delicato momento di ricarica dei missili Shanine, che come i più leggeri Crotale, hanno bisogno a maggior ragione di una autogru.

Un sistema simile venne approntato anche per la gara indetta dall’US Army per dare un sostituto al missile Chaparral. Designato Liberty era un apparato decisamente ambizioso, armato con 6 missili pronti al lancio e 2 cannoni da 25mm. M242 Bushmaster (come quelli del M2 Bradley). Lo scafo era invece quello dell’M1 Abrams. La torretta aveva lo stesso sistema di tiro dello Shanine, con radar TSR 2630 e apparati optronici di visione e comando. Non solo questo, perché in futuro era previsto l’arrivo dei più compatto missile VT-1, con ben 12 tubi di lancio per armi che sarebbero state ampiamente superiori ai tipi precedenti. Prima di tutto questo, però, il Liberty venne sconfitto, mettendo a segno solo in sei casi di 10 i propri colpi, mentre l’ADATS ebbe 8 successi. Magra consolazione fu che i sistemi missilistici basati sul Roland e sul Rapier ottennero risultati anche inferiori. Un’altra ‘consolazione’ fu che il costosissimo programma per un nuovo sistema missilistico mobile dell’Esercito USA (con previsione per oltre 500 sistemi) venne poi abbandonato, lasciando anche l’ADATS ’sovrano dell’aria’.

Ma per la tecnologia del missile Crotale si era nondimeno aperta una nuova strada: la partecipazione al programma americano fece da sprone per un notevole salto in avanti, non a caso chiamato ‘Nouvelle Generatiòn’(NG).


Il Crotale NG

Durante gli anni ’80 i missili iperveloci cominciarono a diventare realtà: per missile iperveloce si intende in genere un’arma da mach 3 ed oltre, lanciata da terra. IL primo tipo fu l’ADATS anticarro-antiaereo. Un’altra arma era invece in fase di sviluppo dalla LTV americana, che venne ad un certo punto comprata dalla Thomson. Il nuovo Crotale NG, come anche il Roland 5, avrebbero avuto un missile unificato, capace di superare mach 3,5 e quindi consentire ai sistemi antiaerei una capacità molto migliorata di intercettazione, rendendo assai marginale l’importanza della velocità del bersaglio (almeno se aereo).

Questo non arrivò in tempo per vedere la vittoria nel concorso americano, che avrebbe pututo, potenzialmente, dare vita al più potente sistema da difesa aera tattico mai prodotto, e così l’ADATS grazie alle sue innovazioni e alla versatilità vinse, ma il concorso naufragò ben presto per carenza di fondi (e di obiettivi aerei, con la fine della Guerra Fredda e la supremazia dei cieli saldamente in mano americana).
240px|left|thumb|Il Crotale NG in una tipica istallazione terrestre, su veicolo o rimorchio

Il Crotale NG, impiegante il missile VT-1, ha delle prestazioni di tutto rispetto. Impiegato in effetti soprattutto dal Crotale Navale, si riconosce dai tubi di lancio, ora non più a forma di ‘pallottola’ con costolature laterali, ma semplici cilindri allungati, assai anonimi nella loro somiglianza ad altri sistemi similari. Le alette sono state rese del tutto ripiegabili.

Il sistema di controllo del missile ha apparati di tiro radar e infrarossi, ed è impiegato da torrette ottuple, come quelle sistemate sulle Lafayette francesi. La torretta navale è chiamata CN-2.

La caratteristica più meritoria non è tanto la gittata, che essendo l’arma assai leggera, non è superiore a quella del missile precedente, ma la velocità, superiore di almeno il 50% e quindi, con un’energia cinetica doppia a parità di massa.
300px|left|thumb|
Il missile è capace di raggiungere 8km di distanza in 10 secondi, (prima erano necessari almeno 15-20s.) e di manovrare con accelerazioni laterali di 35g, per poi recapitare una testata da 15kg.

La velocità di intervento, e la manovrabilità sono quindi molto superiori rispetto ai tipi di missile Roland e Crotale/Shanine precedentemente realizzati, e in attesa dell’ASTER 15 (con lanciatori verticali, testata radar attiva e sistemi di guida migliorati) si tratta di un’aggiornamento molto efficiente dei sistemi Roland/Crotale basici, con possibilità di successo, contro bersagli ad alte prestazioni, molto superiori rispetto al tipo precedente.

Il nuovo missile ha equipaggiato le 5 Lafayette francesi, ha ottenuto successi anche con istallazioni terrestri come quelle basata su veicoli XA-181, ma non ha raggiunto il successo del Crotale di prima generazione.


bibliografia

Enciclopedia Armi da guerra n. 8 e n. 42

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June 21, 2007

ABC automobili

Filed under: Uncategorized — admin @ 6:23 pm

  • ABC - Linguaggio di programmazione.
  • ABC - Patto ABC.
  • ABC - Un gruppo musicale
  • ABC - ATP-Binding-Cassette, una proteina trasportatrice codificata da una delle più grandi famiglie geniche.


Automobili

  • ABC - Vari modelli di automobili dell’inizio XX secolo.
  • ABC - Automobile belga.


Acronimi

  • Argille a blocchi - sintema stratigrafico dell’Emilia Romagna
  • ABC - Activity Based Costing, tecnica di analisi economica
  • ABC - African Basketball Confederation.
  • ABC - America’s Best Comics, linea editoriale di fumetti statunitense
  • ABC - American Broadcasting Company, compagnia radio-televisiva statunitense.
  • ABC - Asahi Broadcasting Corporation, compagnia radio-televisiva giapponese.
  • ABC - Associated British Corporation, compagnia televisiva britannica.
  • Atalanta Bergamasca Calcio
  • ABC - Atanasoff Berry Computer (1942).
  • ABC - Audit Bureau of Circulations, organizzazione non profit dell’America settentrionale e della Gran Bretagna.
  • ABC - Australian Broadcasting Corporation, compagnia radio-televisiva australiana.


Voci correlate

  • ABC 80
  • ABC ALGOL
  • ABC Computer
  • ABC Futebol Clube - Societa di calcio brasiliana.
  • ABC Motors - Industria automobilistica.
  • Diario ABC - Quotidiano spagnolo.

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ABC Motors automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 1:16 pm

ABC Motors Ltd (All British (engine) Company) fu un’azienda metalmeccanica britannica specializzata nella costruzione di automobili, aerei e motociclette, fondata nel 1912 da Ronald Charteris.


Produzione


Motori per aereo

  • ABC Dragonfly
  • ABC Gnat
  • ABC Scorpion
  • ABC Wasp


Aereoplani

  • ABC Robin


Automobili

thumb|right|250px|Una motocicletta ABC

  • ABC
  • ABC Supersports


Motociclette

  • ABC Skootamota
  • ABC Motorcycle

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ZF automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 5:03 am


Matematica

  • ZF - teoria degli insiemi di Zermelo - Fraenkel


Altro

  • zF - simbolo dello zeptofarad
  • ZF - simbolo dello zettafarad
  • ZF Friedrichshafen AG - produttore di sistemi di trasmissione per automobili
  • ZF Sachs AG - costruttore di motoveicoli tedesco

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  • news automobili L´operazione di revisione dell´automobile riguarda 14 milioni di italiani, tra auto e motociclo, e incrementa ulteriorme(continua)
  • Automobili D'Antona Concessionaria di autoveicoli delle marche Audi, Skoda e Volkswagen. Presenta il parco macchine usato ei corsi di formazione per i meccanici e gli addetti
  • Automobili, trasporti ed imballaggi | PagineGialle.it spazio, spazio, Ricerca per categoria, Ricerca per categoria » Automobili, trasporti ed imballaggi. Accessori dei mezzi di trasporto
  • automobili | Egon Bianchet All’università il prof mi ha insegnato che il feedback è importante, sia che si parli di software, hardware o … automobili.
  • Automobili Commercio Torino | PagineGialle.it Automobili Commercio Torino | Paginegialle.it ti permette di ricercare e visualizzare operatori nella categoria Automobili Commercio Torino.

June 20, 2007

ABC automobili

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 4:37 am

  • ABC - Linguaggio di programmazione.
  • ABC - Patto ABC.
  • ABC - Un gruppo musicale
  • ABC - ATP-Binding-Cassette, una proteina trasportatrice codificata da una delle più grandi famiglie geniche.


Automobili

  • ABC - Vari modelli di automobili dell’inizio XX secolo.
  • ABC - Automobile belga.


Acronimi

  • Argille a blocchi - sintema stratigrafico dell’Emilia Romagna
  • ABC - Activity Based Costing, tecnica di analisi economica
  • ABC - African Basketball Confederation.
  • ABC - America’s Best Comics, linea editoriale di fumetti statunitense
  • ABC - American Broadcasting Company, compagnia radio-televisiva statunitense.
  • ABC - Asahi Broadcasting Corporation, compagnia radio-televisiva giapponese.
  • ABC - Associated British Corporation, compagnia televisiva britannica.
  • Atalanta Bergamasca Calcio
  • ABC - Atanasoff Berry Computer (1942).
  • ABC - Audit Bureau of Circulations, organizzazione non profit dell’America settentrionale e della Gran Bretagna.
  • ABC - Australian Broadcasting Corporation, compagnia radio-televisiva australiana.


Voci correlate

  • ABC 80
  • ABC ALGOL
  • ABC Computer
  • ABC Futebol Clube - Societa di calcio brasiliana.
  • ABC Motors - Industria automobilistica.
  • Diario ABC - Quotidiano spagnolo.

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June 19, 2007

Antiochia città

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 6:09 am

  • Antiochia di Siria - fondata all’incirca nel 300 a.C.. È l’attuale città turca chiamata Antakya
  • Antiochia al Crago - antica città della Cilicia (Turchia)
  • Antiochia al Meandro - antica città della Caria (Turchia)
  • Antiochia Mygdonia - antica città della Mesopotamia
  • Antiochia di Cilicia - antica città della Cilicia che oggi si chiama Adana
  • Antiochia Calliroe - antico nome di Edessa (Turchia)
  • Antiochia di Pisidia - antica città della Turchia
  • Antiochia al Tauro - antica città della Siria
  • Antiochia in Pieria - antica città della Siria


Biografie

  • Roberto Antiochia - poliziotto vittima della mafia


Voci correlate

  • Canzone di Antiochia, chanson de geste sui Crociati
  • Concili di Antiochia, tenuti nel 264, 270, 341 e 379
  • Scuola biblica di Antiochia, attiva tra il IV secolo e il V secolo

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Auvers comune

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 1:25 am

Esistono più comuni francesi con questo nome

  • Auvers - comune dell’Alta Loira
  • Auvers - comune della Manica
  • Auvers-le-Hamon - comune della Sarthe
  • Auvers-Saint-Georges - comune dell’Essonne
  • Auvers-sous-Montfaucon - comune della Sarthe
  • Auvers-sur-Oise - comune della Val-d’Oise

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June 17, 2007

ATS automobili

Filed under: Uncategorized — admin @ 10:30 am


Acronimi

  • Agenzia Telegrafica Svizzera
  • Automobili Turismo e Sport, squadra italiana di Formula 1 nel 1963
  • Auto Technisches Spezialzubehör, squadra tedesca di Formula 1 dal 1978 al 1984


Codici

  • ATS - vecchio codice valutario ISO 4217 dello Scellino austriaco (sostituito dall’Euro), ex valuta dell’Austria

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